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Aneurisma cerebrale

COSA E' UN ANEURISMA CEREBRALE

Si tratta di una dilatazione in genere circoscritta a carico di una o più arterie all'interno del cranio. Si distinguono varie morfologie di aneurismi cerebrali, anche se in genere la forma più frequente è quella sacculare o "a bacca". Gli aneurismi possono essere congeniti specie se associati a malattie ereditarie del tessuto connettivo. La maggior parte dei casi è di origine acquisita, si formano cioè progressivamente e interessano  una regione del vaso che presenta delle caratteristiche di debolezza.  La sede più frequente è a carico delle biforcazioni delle arterie intracraniche, ovvero delle zone sottoposte a maggiore stress meccanico dovuto al flusso del sangue che scorre al suo interno.

 

La sede più frequente è a carico delle biforcazioni delle arterie intracraniche, ovvero delle zone sottoposte a maggiore stress meccanico dovuto al flusso del sangue che scorre al suo interno; il circolo cerebrale è formato da un insieme di vasi che si connettono tra di loro alla base del cervello e provengono dalle arterie carotidi interne e dalle arterie vertebrali

 

COME SI MANIFESTA UN ANEURSIMA CEREBRALE

Un aneurisma cerebrale può essere:

-asintomatico e quindi scoperto per caso in corso di accertamenti neuroradiologici eseguiti per altri motivi (es. mal di testa)

-può causare sintomi e segni neurologici per compressione meccanica di strutture adiacenti (es. vertigini, sguardo doppio etc.)

-può rompersi e causare emorragia subaracnoidea

 

CHI COLPISCE

Si calcola che circa 1% della popolazione sia portatrice di un aneurisma cerebrale

Approssimativamente 02-0.3 % dei portatori di aneurisma va incontro a sanguinamento nella sua vita

Incidenza annuale della emorragia subaracnoidea è di 10-15 casi /100.000 abitanti

Il 15-20% dei pazienti muore prima di raggiungere l'Ospedale, e più del 50% muore entro i primi 30 gg.

L'ESA può insorgere a qualsiasi età anche se le statistiche identificano il gruppo 40-60 anni come quello a maggior rischio

Il sesso femminile ha un rischio superiore rispetto al maschile (3:2)

 

EMORRAGIA SUBARACNOIDEA (ESA)

Si tratta dello spandimento ematico nello spazio che circonda il cervello, spazio subaracnoideo.

Il tasso annuale di incidenza dell’emorragia subaracnoidea è stimato in circa 5-10 casi su 100.000 abitanti per anno.

I pazienti che riescono a raggiungere l’ambiente ospedaliero protetto e ai quali vengono somministrate cure tempestive hanno una maggiore probabilità di sopravvivere, ma ancora oggi una larga parte di essi va ineluttabilmente incontro al decesso a causa delle sequele dell’evento ESA che deve quindi essere considerato un processo evolutivo di malattia che inizia con la rottura di una malformazione a carico di uno o più vasi cerebrali.

La maggioranza delle sequele catastrofiche che posso avvenire dopo lo spandimento del sangue nello spazio subaracnoideo, si realizzano nelle prime ore o giorni dopo l’evento iniziale. Una diagnosi tempestiva e la corretta impostazione terapeutica medica e chirurgica rivestono importanza cruciale sulla sopravvivenza di questi pazienti e sulla prognosi funzionale.

Per converso, il ritardo diagnostico può portare a conseguenze devastanti e talora irreversibili. Nonostante la disponibilità della moderna diagnostica neuroradiologica e dei collaudati algoritmi di trattamento, molti pazienti raggiungono spesso i centri di riferimento ore dopo l’evento iniziale. Per tale motivo è importante al minimo sospetto fugare qualsiasi dubbio su di un quadro clinico che come pochi in ambito medico richiede un approccio diagnostico-terapeutico immediato e possibilmente definitivo soprattutto nelle fasi iniziali. Stabilita tempestivamente la diagnosi e stabilizzato il paziente, devono essere considerate subito tutte le opzioni terapeutiche per azzerare l’ imminente rischio di un risanguinamento.

 

DA COSA PUO' ESSERE CAUSATA L'EMORRAGIA SUBARACNOIDEA

L'ESA può essere di origine traumatica o spontanea, avvenire cioè senza avere riportato un trauma cranico. Le cause puù frequenti di ESA spontanea sono:

Aneurisma rotto 85%

Malformazione Vascolare Cerebrale 4-5%

ESA sine materia, PMH (peri-mesencephalic hemorrhage) 10%

 

       FATTORI DI RISCHIO

Ipertensione arteriosa

Contraccettivi orali

Fumo di sigaretta

Abuso di alcol

Gravidanza e parto

Genetica

Familiarità

 

COME SI MANIFESTA L'ESA

SEGNI

Cefalea: riferita dal 97% dei pazienti; invariabilmente ad esordio acuto e descritta come il peggiore mal di testa della mia vita. Talora l’episodio può andare in remissione in breve tempo e il paziente potrebbe non presentarsi alla attenzione del medico (cefalea sentinella 30-60% pazienti). Se severa e/o accompagnata da declino dello stato di coscienza, in genere i pazienti giungono rapidamente alla attenzione del medico

 

SINTOMI

Meningismo:  rigidità nucale, specialmente in flessione; talvolta appare dopo 6-24 h. Brudzinsky positivo quando alla flessione del collo il paziente flette la coscia involontariamente.

Ipertensione arteriosa: incremento riflesso della pressione arteriosa secondario al rialzo della pressione intracranica.

Deficit neurologici focali: paralisi del nervo oculomotore (palpebra abbassata); deficit di forza da danno parenchimale emorragico.

Declino stato di coscienza/coma

Emorragie retiniche

 

             

COME SI FA DIAGNOSI

TC cerebrale urgente

Se positiva AngioTC o Angiografia cerebrale

Se negativa ma vi è il forte sospetto va eseguita una puntura lombare, che raccolga il liquor nello subaracnoideo e verifica se vi è presenza di sangue

Con TC negativa ma rachicentesi positiva va eseguita AngioTC o Angiografia cerebrale

Lo studio AGF o angiografico viene esteso ai 4 vasi del collo perchè vanno indagati tutti i distretti arteriosi cerebrali al fine di verificare se è presente una malformazione vascolare e se questa sia singola o multipla (spesso gli aneurismi sono più di uno). La angiografia cerebrale fornisce inoltre informazioni sulla conformazione anatomica dell’aneurisma, la sede e l’indicazione migliore al suo trattamento.

 

QUANDO SI TRATTA UN ANEURISMA CEREBRALE

In linea generale un aneurisma cerebrale rotto deve sempre essere trattato per evitare che risanguini e che peggiorino i danni neurologici che esso ha causato.

Un aneurisma non rotto va trattato a seconda della sua sede, delle sue dimensioni e delle probabilità che esso ha di rompersi in futuro.

 

COME SI TRATTA UN ANEURISMA CEREBRALE

I trattamenti a disposizione sono essenzialmente 2:

- via chirurgica tradizionale, la quale prevede necessariamente l'apertura cranica e l'isolamento della sacca aneurismatica in modo da escluderla dal circolo arterioso attraverso il posizionamento di una clip (molletta) alla sua base di origine

- il trattamento neuroradiologico interventistico; questa procedura non prevede la craniotomia, bensì attraverso la puntura di una arteria della gamba, il neuroradiologo raggiunge con dei microcateteri l'aneurisma e lo riempie di spirali di platino (coils) in modo da obliterare la sacca e far si che si annulli il flusso di sangue al suo interno.

 

COME SI DECIDE LA TIPOLOGIA DI TRATTAMENTO

Non tutti gli aneurismi sono trattabili con tecnica interventistica endovascolare; la malformazione deve avere determinate dimensioni e caratteristiche anatomiche che consentano di deporre le spirali senza che queste escano e si perdano in giro per il cervello; se possibile si predilige sempre il trattamento meno invasivo. Quando l'anatomia è sfavorevole, l'aneurisma deve essere trattato chirugicamente.